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	<title>Confintesa Sicurezza Privata</title>
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	<description>Sindacato Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Oct 2026 20:58:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>GUARDIE GIURATE, IL TAR ANNULLA IL DIVIETO DI DETENERE ARMI: IL DIRITTO AL LAVORO NON PUÒ ESSERE IGNORATO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 20:58:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il TRGA di Trento accoglie il ricorso di una guardia giurata. Confintesa Sicurezza Privata richiama l'attenzione sulle conseguenze occupazionali della perdita dei titoli autorizzativi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/guardie-giurate-il-tar-annulla-il-divieto-di-detenere-armi-il-diritto-al-lavoro-non-puo-essere-ignorato/">GUARDIE GIURATE, IL TAR ANNULLA IL DIVIETO DI DETENERE ARMI: IL DIRITTO AL LAVORO NON PUÒ ESSERE IGNORATO</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Confintesa Sicurezza Privata: «Quando un provvedimento amministrativo impedisce a una GPG di lavorare, servono accertamenti rigorosi e motivazioni concrete. Non possono bastare semplici sospetti».</strong></p>
<p>Una nuova vicenda giudiziaria riporta al centro dell’attenzione una delle problematiche più delicate del settore della vigilanza privata: la perdita dei titoli autorizzativi necessari per esercitare la professione di Guardia Particolare Giurata e le conseguenze che ne derivano sul rapporto di lavoro.</p>
<p>Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento ha accolto il ricorso di una guardia giurata che aveva subito il divieto di detenzione delle armi e il mancato rinnovo del decreto di nomina, a seguito di segnalazioni riguardanti vicende familiari e presunte frequentazioni con persone gravate da precedenti.</p>
<p>La lavoratrice, a causa dei provvedimenti adottati, si era trovata nell’impossibilità di continuare a svolgere regolarmente la propria attività professionale.</p>
<h2>NON BASTANO SOSPETTI GENERICI PER COMPROMETTERE UN POSTO DI LAVORO</h2>
<p>Dalla ricostruzione della vicenda emerge che i giudici amministrativi hanno ritenuto insufficienti gli accertamenti posti alla base dei provvedimenti contestati.</p>
<p>Il principio che assume particolare rilevanza è quello della necessità di un’istruttoria approfondita e di una motivazione adeguata, soprattutto quando le determinazioni dell’autorità di pubblica sicurezza possono compromettere direttamente la continuità occupazionale del lavoratore.</p>
<p>È indiscutibile che le Guardie Particolari Giurate debbano possedere requisiti di affidabilità particolarmente rigorosi, in ragione delle responsabilità connesse all’utilizzo delle armi e alla tutela della sicurezza.</p>
<p>Ma altrettanto indiscutibile è che tali requisiti debbano essere valutati sulla base di elementi concreti, verificabili e adeguatamente approfonditi.</p>
<p><strong>La sicurezza pubblica deve essere garantita, ma il diritto al lavoro non può essere sacrificato attraverso valutazioni superficiali o insufficientemente motivate.</strong></p>
<h2>IL PROBLEMA NON È SOLTANTO AMMINISTRATIVO: È ANCHE OCCUPAZIONALE</h2>
<p>Confintesa Sicurezza Privata richiama l’attenzione su un aspetto troppo spesso sottovalutato.</p>
<p>Quando una GPG perde il porto d’armi o il decreto di nomina, le conseguenze non si limitano al rapporto con la Prefettura o la Questura.</p>
<p>Il lavoratore può essere sospeso dal servizio, perdere la retribuzione e, nei casi più gravi, rischiare il licenziamento.</p>
<p>Si tratta di conseguenze che possono compromettere la stabilità economica di intere famiglie, anche prima che venga definitivamente accertata la legittimità dei provvedimenti amministrativi.</p>
<p>Per questa ragione, secondo Confintesa Sicurezza Privata, occorre una maggiore attenzione anche da parte degli istituti di vigilanza.</p>
<p><strong>La perdita temporanea dei titoli non dovrebbe trasformarsi automaticamente nella perdita del posto di lavoro, senza una preventiva e concreta verifica delle possibili soluzioni occupazionali.</strong></p>
<p>Ogni situazione deve essere valutata individualmente, tenendo conto della natura del provvedimento, della sua durata, delle mansioni disponibili e delle disposizioni contrattuali applicabili.</p>
<h2>CONFINTESA SICUREZZA PRIVATA: SERVONO MAGGIORI GARANZIE PER LE GPG</h2>
<p>La nostra Organizzazione ritiene necessario rafforzare le garanzie a tutela dei lavoratori interessati da procedimenti di sospensione, revoca o mancato rinnovo dei titoli professionali.</p>
<p>Non si tratta di mettere in discussione le competenze delle autorità di pubblica sicurezza, ma di richiamare l’importanza di decisioni fondate su accertamenti accurati, proporzionati e rispettosi delle conseguenze che possono produrre sulla vita professionale delle persone.</p>
<p>È altrettanto importante che gli istituti di vigilanza non considerino automaticamente ogni provvedimento prefettizio come una ragione sufficiente per interrompere definitivamente il rapporto di lavoro.</p>
<p><strong>Una Guardia Particolare Giurata non può essere considerata professionalmente sacrificabile soltanto perché si trova coinvolta in una vicenda amministrativa ancora suscettibile di riesame o contestazione.</strong></p>
<p>Confintesa Sicurezza Privata continuerà a sostenere la necessità di una tutela effettiva delle GPG, sia sul piano amministrativo sia su quello occupazionale.</p>
<h2>HAI SUBITO IL RITIRO DEL PORTO D’ARMI O LA REVOCA DEL DECRETO DI GPG?</h2>
<p>Confintesa Sicurezza Privata invita i lavoratori che si trovano in queste situazioni a non sottovalutare le conseguenze dei provvedimenti ricevuti.</p>
<p>È importante verificare tempestivamente la motivazione degli atti, i termini per un eventuale ricorso e le iniziative da intraprendere per tutelare il rapporto di lavoro.</p>
<p><strong>Contatta Confintesa Sicurezza Privata per una valutazione della tua situazione e delle possibili iniziative di tutela.</strong></p>
<p><strong>CONFINTESA SICUREZZA PRIVATA</strong></p>
<p><em>Tutela, Diritti, Professionalità, Valorizzazione.</em></p>
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		<title>VIGILANZA PRIVATA: MOLESTIE E INTIMIDAZIONI SUL LAVORO, LEGITTIMA LA SOSPENSIONE DEL CAPOTURNO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 17:16:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confintesa Sicurezza Privata: il ruolo gerarchico non può mai trasformarsi in uno strumento di pressione, umiliazione o abuso nei confronti dei lavoratori Una recente pronuncia del Tribunale di Brescia – Sezione Lavoro, sentenza n. 618 del 20 aprile 2026, offre lo spunto per affrontare un tema delicato ma estremamente importante anche nel settore della vigilanza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/vigilanza-privata-molestie-e-intimidazioni-sul-lavoro-legittima-la-sospensione-del-capoturno/">VIGILANZA PRIVATA: MOLESTIE E INTIMIDAZIONI SUL LAVORO, LEGITTIMA LA SOSPENSIONE DEL CAPOTURNO</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Confintesa Sicurezza Privata: il ruolo gerarchico non può mai trasformarsi in uno strumento di pressione, umiliazione o abuso nei confronti dei lavoratori</h2>
<p>Una recente pronuncia del <strong>Tribunale di Brescia – Sezione Lavoro, sentenza n. 618 del 20 aprile 2026</strong>, offre lo spunto per affrontare un tema delicato ma estremamente importante anche nel settore della vigilanza privata: <strong>il rispetto della dignità dei lavoratori nei rapporti con superiori, capiservizio e capoturno</strong>.</p>
<p>La vicenda esaminata dal Tribunale riguardava una <strong>Guardia Particolare Giurata con funzioni di capoturno</strong>, alla quale l&#8217;azienda aveva applicato una sanzione disciplinare di <strong>sei giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione</strong>.</p>
<p>Alla base della contestazione vi erano comportamenti nei confronti di colleghe e altri dipendenti ritenuti gravemente inappropriati: molestie a sfondo sessuale, atteggiamenti aggressivi e intimidatori e condotte incompatibili con il ruolo di responsabilità ricoperto.</p>
<p>Il lavoratore aveva impugnato la sanzione.</p>
<p>Il <strong>Tribunale di Brescia l&#8217;ha invece ritenuta legittima</strong>.</p>
<h2>CHI HA RESPONSABILITÀ SUGLI ALTRI DEVE ESSERE IL PRIMO A RISPETTARLI</h2>
<p>La vicenda assume particolare importanza perché non riguarda soltanto il rapporto tra colleghi.</p>
<p>Quando determinati comportamenti provengono da chi ricopre funzioni di coordinamento o una posizione gerarchicamente superiore, la situazione diventa ancora più delicata.</p>
<p>Un capoturno o un responsabile può avere un&#8217;influenza concreta sull&#8217;organizzazione quotidiana del lavoro, sulla distribuzione delle attività e, più in generale, sulla vita lavorativa delle persone che coordina.</p>
<p>Proprio per questo <strong>il ruolo gerarchico non può mai diventare uno strumento di pressione, intimidazione o umiliazione</strong>.</p>
<p>Essere responsabili di altri lavoratori significa avere maggiori responsabilità, non maggiori libertà nel modo di trattarli.</p>
<h2>QUANDO I LAVORATORI HANNO PAURA DI PARLARE</h2>
<p>Un elemento particolarmente interessante della vicenda è che alcune problematiche sarebbero emerse anche attraverso un&#8217;<strong>analisi del clima aziendale</strong>.</p>
<p>È un aspetto che non deve essere sottovalutato.</p>
<p>In molte realtà lavorative possono verificarsi situazioni nelle quali il singolo dipendente evita di denunciare determinati comportamenti per timore di ripercussioni, isolamento, peggioramento dei rapporti con i superiori o conseguenze sull&#8217;organizzazione del proprio lavoro.</p>
<p>Per questo è fondamentale creare strumenti che consentano ai lavoratori di segnalare situazioni problematiche senza sentirsi esposti.</p>
<h2>CONFINTESA: NESSUNO DEVE SENTIRSI COSTRETTO A SUBIRE</h2>
<p>Confintesa Sicurezza Privata ritiene necessario ribadire un principio semplice:</p>
<p><strong>il posto di lavoro deve essere un luogo nel quale la dignità della persona viene rispettata. Sempre.</strong></p>
<p>Molestie, comportamenti intimidatori, pressioni personali, atteggiamenti umilianti o utilizzo improprio della propria posizione gerarchica non possono essere considerati una normale conseguenza delle tensioni lavorative.</p>
<p>Questo vale in ogni settore, ma assume un significato particolare nella vigilanza privata, dove il personale opera spesso in condizioni di forte responsabilità, stress, turnazioni complesse e, nel caso delle GPG, anche con il porto di un&#8217;arma.</p>
<h2>IL SINDACATO DEVE ESSERE ANCHE UN PUNTO DI ASCOLTO</h2>
<p>La tutela sindacale non significa soltanto occuparsi di stipendi, turni, straordinari e applicazione del contratto collettivo.</p>
<p>Significa anche intervenire quando viene compromessa <strong>la dignità del lavoratore e la serenità dell&#8217;ambiente di lavoro</strong>.</p>
<p>Chi ritiene di essere vittima di comportamenti intimidatori, molestie o pressioni da parte di colleghi o superiori non dovrebbe rimanere solo.</p>
<p>È importante conservare eventuali messaggi, comunicazioni e ogni altro elemento utile e rivolgersi tempestivamente a chi può valutare la situazione.</p>
<p><strong>Confintesa Sicurezza Privata è disponibile ad ascoltare i lavoratori, verificare le singole situazioni e valutare gli strumenti di tutela più appropriati.</strong></p>
<p>Perché l&#8217;autorità sul luogo di lavoro non significa potere sulla persona.</p>
<p><strong>Il rispetto viene prima di qualsiasi grado, qualifica o funzione.</strong></p>
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		<title>CAMBIO APPALTO, CONFINTESA: BASTA AUTOMATISMI. L’AZIENDA USCENTE DIMOSTRI CHE IL LAVORATORE NON PUÒ ESSERE RICOLLOCATO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 11:59:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La clausola sociale tutela l’occupazione: Confintesa chiede verifiche concrete sulla reale impossibilità di ricollocare i lavoratori nelle procedure di cambio appalto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/cambio-appalto-confintesa-basta-automatismi-lazienda-uscente-dimostri-che-il-lavoratore-non-puo-essere-ricollocato/">CAMBIO APPALTO, CONFINTESA: BASTA AUTOMATISMI. L’AZIENDA USCENTE DIMOSTRI CHE IL LAVORATORE NON PUÒ ESSERE RICOLLOCATO</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Confintesa Sicurezza Privata ritiene necessario aprire una riflessione seria sull’utilizzo delle procedure di <strong>cambio appalto nel settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza</strong>.</p>
<p>Troppo spesso la perdita di un servizio viene considerata quasi automaticamente come il presupposto per trasferire i lavoratori interessati verso l’impresa subentrante attraverso l’applicazione della clausola sociale prevista dal CCNL.</p>
<p>Ma un principio deve essere chiaro:</p>
<p><strong>la perdita di un appalto non può trasformarsi automaticamente nella perdita del posto di lavoro presso l’azienda uscente.</strong></p>
<p>La clausola sociale rappresenta uno strumento fondamentale di salvaguardia occupazionale. Proprio per questo non può essere utilizzata come un meccanismo automatico attraverso il quale l’impresa uscente si libera dei lavoratori impiegati nell’appalto cessato senza verificare concretamente la loro possibilità di ricollocazione.</p>
<h2>LA DICHIARAZIONE DI MANCATA RICOLLOCAZIONE DEVE ESSERE REALE</h2>
<p>Quando un’impresa comunica alle organizzazioni sindacali l’apertura di una procedura di cambio appalto dichiarando di non poter ricollocare il personale interessato su altri servizi, <strong>quella dichiarazione deve corrispondere alla reale situazione organizzativa dell’azienda</strong>.</p>
<p>Per Confintesa Sicurezza Privata non può essere considerata una semplice formula da inserire nella comunicazione di apertura della procedura.</p>
<p>Occorre verificare concretamente se esista realmente una situazione di esubero e quali siano le effettive possibilità di impiego dei lavoratori su altri servizi gestiti dall’impresa uscente.</p>
<p>La domanda è semplice:</p>
<p><strong>l’azienda non può realmente ricollocare quei lavoratori oppure sta semplicemente applicando automaticamente il cambio appalto?</strong></p>
<p>La differenza è fondamentale.</p>
<h2>CONFINTESA CHIEDE VERIFICHE CONCRETE</h2>
<p>In presenza di una procedura di cambio appalto riteniamo necessario verificare attentamente, tra gli altri elementi:</p>
<p>la consistenza reale dell’organico aziendale;<br />i servizi ancora gestiti dall’impresa uscente;<br />le eventuali carenze di personale presenti su altri servizi;<br />le assunzioni effettuate o programmate;<br />l’utilizzo sistematico dello straordinario;<br />l’eventuale ricerca di nuove Guardie Particolari Giurate o di altri operatori;<br />le possibilità effettive di ricollocazione dei lavoratori coinvolti.</p>
<p>Sarebbe difficilmente comprensibile, ad esempio, dichiarare l’impossibilità di ricollocare lavoratori interessati da un cambio appalto e contemporaneamente procedere alla ricerca o all’assunzione di nuovo personale per altri servizi compatibili.</p>
<p>Sono proprio queste situazioni che devono essere attentamente verificate durante il confronto sindacale. Peccato, però, che chi siede a quei tavoli spesso non verifichi nulla di tutto ciò. L’importante sembra essere che il lavoratore passi alle stesse condizioni.</p>
<p>Per alcuni, questo sarebbe il significato del cambio appalto: un passaggio diventato automatico, senza alcuna verifica concreta sulla situazione dell’azienda uscente.</p>
<p>Confintesa non può accettare che la tutela occupazionale venga ridotta a una semplice formalità. Il confronto sindacale deve servire a verificare la reale impossibilità di ricollocazione e a tutelare concretamente i lavoratori coinvolti.</p>
<h2>ANCHE LA GIURISPRUDENZA IMPONE ATTENZIONE</h2>
<p>Una recente decisione del <strong>Tribunale di Roma – Sezione Lavoro, pubblicata il 23 settembre 2026</strong>, riguardante una Guardia Particolare Giurata licenziata dall’impresa uscente nell’ambito di un cambio appalto, ha riportato l’attenzione proprio sui presupposti del licenziamento.</p>
<p>Il Giudice ha ritenuto insussistenti i presupposti del recesso, disponendo la <strong>reintegrazione del lavoratore in una posizione equivalente a quella precedentemente ricoperta</strong>, oltre al riconoscimento del relativo risarcimento.</p>
<p>La decisione conferma quanto sia necessario evitare qualsiasi automatismo.</p>
<p>Ogni situazione deve essere verificata concretamente.</p>
<p>La perdita dell’appalto e l’attivazione della clausola sociale non possono essere considerate, da sole, una giustificazione automatica per espellere il lavoratore dall’organizzazione dell’impresa uscente.</p>
<h2>LA CLAUSOLA SOCIALE DEVE PROTEGGERE IL LAVORATORE</h2>
<p>Confintesa Sicurezza Privata ribadisce un principio fondamentale:</p>
<p><strong>la clausola sociale nasce per salvaguardare l’occupazione, non per diventare uno strumento di espulsione automatica dei lavoratori dalle aziende.</strong></p>
<p>Per questo motivo, nelle procedure di cambio appalto, la Federazione intende prestare particolare attenzione alle dichiarazioni delle imprese uscenti relative all’impossibilità di ricollocare il personale.</p>
<p>Quando necessario chiederemo che vengano forniti elementi concreti che consentano di comprendere la reale situazione occupazionale e organizzativa dell’impresa.</p>
<h2>AI LAVORATORI DICIAMO: SEGNALATECI LE ANOMALIE</h2>
<p>Invitiamo le Guardie Particolari Giurate e gli operatori dei servizi di sicurezza coinvolti nelle procedure di cambio appalto a segnalare a Confintesa eventuali situazioni nelle quali, nonostante la dichiarata impossibilità di ricollocazione, risultino:</p>
<p><strong>nuove assunzioni, ricerca di personale, scoperture di servizio, ricorso consistente allo straordinario o disponibilità di altre postazioni compatibili.</strong></p>
<p>Sono elementi che possono essere importanti per valutare concretamente la posizione del lavoratore.</p>
<p>Confintesa Sicurezza Privata continuerà a difendere l’applicazione corretta della clausola sociale e la continuità occupazionale dei lavoratori.</p>
<p><strong>Cambio appalto sì, quando ne ricorrono realmente i presupposti. Automatismi no.</strong></p>
<h3>CONFINTESA SICUREZZA PRIVATA</h3>
<p><strong>Tutela – Diritti – Professionalità – Valorizzazione</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/cambio-appalto-confintesa-basta-automatismi-lazienda-uscente-dimostri-che-il-lavoratore-non-puo-essere-ricollocato/">CAMBIO APPALTO, CONFINTESA: BASTA AUTOMATISMI. L’AZIENDA USCENTE DIMOSTRI CHE IL LAVORATORE NON PUÒ ESSERE RICOLLOCATO</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>PART-TIME: IL LAVORATORE NON PUÒ ESSERE A DISPOSIZIONE DELL’AZIENDA 24 ORE SU 24</title>
		<link>https://www.confintesasp.it/part-time-vigilanza-privata-orario-risarcimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 07:52:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confintesa Sicurezza Privata: verifichiamo il tuo contratto, regolarizziamo l’orario e valutiamo il diritto al risarcimento</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/part-time-vigilanza-privata-orario-risarcimento/">PART-TIME: IL LAVORATORE NON PUÒ ESSERE A DISPOSIZIONE DELL’AZIENDA 24 ORE SU 24</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Confintesa Sicurezza Privata: verifichiamo il tuo contratto, regolarizziamo l’orario e valutiamo il diritto al risarcimento</strong></p>
<p>Nel settore della vigilanza privata, dei servizi di sicurezza e dei servizi fiduciari sono numerosi i lavoratori assunti con contratto part-time che, nonostante un orario ridotto formalmente previsto dal contratto, ricevono turnazioni continuamente variabili, comunicate con poco preavviso o modificate secondo le esigenze aziendali.</p>
<p>Una situazione che può impedire al lavoratore di organizzare liberamente il proprio tempo, la propria vita familiare e, soprattutto, di utilizzare le ore nelle quali non dovrebbe lavorare per svolgere un’altra attività.</p>
<p><strong>Il part-time non può trasformarsi in una disponibilità permanente del lavoratore.</strong></p>
<p>Una recente pronuncia del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, sentenza n. 2574/2026 del 18 maggio 2026, ha affrontato proprio il caso di una lavoratrice part-time di 30 ore settimanali impiegata in attività di accoglienza e controllo accessi, con turni e orari di inizio variabili.</p>
<p>Il Tribunale ha accolto il ricorso della lavoratrice, riaffermando l’importanza della determinazione della collocazione temporale della prestazione nel rapporto di lavoro part-time.</p>
<p>Il problema, quindi, non riguarda soltanto quante ore si lavorano, ma anche quando quelle ore vengono collocate.</p>
<p>Un lavoratore assunto part-time deve poter conoscere la distribuzione della propria prestazione e organizzare conseguentemente il proprio tempo. Le esigenze organizzative dell’impresa non possono trasformare un contratto a tempo parziale in una situazione nella quale il dipendente debba rimanere costantemente disponibile in attesa di conoscere il proprio turno.</p>
<h2>LAVORI PART-TIME NELLA VIGILANZA O NEI SERVIZI FIDUCIARI?</h2>
<p>Se ricevi i turni con scarso preavviso, se il tuo orario cambia continuamente, se non hai una collocazione temporale sufficientemente definita della prestazione oppure se le continue variazioni ti impediscono concretamente di programmare la tua vita privata o un’altra attività lavorativa, contatta Confintesa Sicurezza Privata.</p>
<p>La Federazione può verificare il contratto individuale, le eventuali clausole elastiche, le turnazioni effettivamente svolte e le modalità con cui l’azienda comunica e modifica l’orario.</p>
<p>Quando ne ricorrano i presupposti, sarà possibile richiedere la corretta regolamentazione e collocazione dell’orario di lavoro e valutare, caso per caso, anche una richiesta di risarcimento dei danni subiti a causa dell’illegittima gestione del rapporto part-time, qualora tali danni siano concretamente configurabili e dimostrabili.</p>
<h2>CONSERVA TURNI E COMUNICAZIONI DELL’AZIENDA</h2>
<p>Invitiamo i lavoratori interessati a conservare turnazioni, messaggi WhatsApp, SMS, e-mail, ordini di servizio e comunicazioni relative alle variazioni dell’orario.</p>
<p>Questa documentazione può essere fondamentale per ricostruire come il rapporto part-time sia stato concretamente gestito nel tempo.</p>
<p><strong>Non basta avere scritto “part-time” sul contratto. Il tempo libero dal lavoro deve essere realmente disponibile al lavoratore.</strong></p>
<p>Confintesa Sicurezza Privata invita tutte le Guardie Particolari Giurate e gli addetti ai servizi di sicurezza e fiduciari che si riconoscono in queste situazioni a contattare la Federazione per una verifica della propria posizione.</p>
<p><strong>CONFINTESA SICUREZZA PRIVATA</strong></p>
<p>Tutela – Diritti – Professionalità – Valorizzazione</p>
<p><strong>Verifica il tuo part-time. Regolarizza il tuo orario. Valuta con il Sindacato il recupero dei tuoi diritti e l’eventuale risarcimento del danno.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/part-time-vigilanza-privata-orario-risarcimento/">PART-TIME: IL LAVORATORE NON PUÒ ESSERE A DISPOSIZIONE DELL’AZIENDA 24 ORE SU 24</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pattuglie Sicuritalia Torino: durante un intervento chi tutela davvero la sicurezza delle Guardie Giurate?</title>
		<link>https://www.confintesasp.it/pattuglie-sicuritalia-torino-durante-un-intervento-chi-tutela-davvero-la-sicurezza-delle-guardie-giurate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 19:28:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confintesa Sicurezza Privata apre una riflessione sulla sicurezza delle pattuglie Sicuritalia di Torino durante interventi su allarme e servizi ispettivi, con particolare attenzione al lavoro in solitudine e alla prevenzione dei rischi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/pattuglie-sicuritalia-torino-durante-un-intervento-chi-tutela-davvero-la-sicurezza-delle-guardie-giurate/">Pattuglie Sicuritalia Torino: durante un intervento chi tutela davvero la sicurezza delle Guardie Giurate?</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CONFINTESA SICUREZZA PRIVATA: “La sicurezza dell’operatore deve venire prima di qualsiasi procedura operativa”</strong></p>
<p>Quanto vale realmente la sicurezza di una Guardia Particolare Giurata durante un intervento su allarme o nell’esecuzione di un servizio ispettivo?</p>
<p>È una domanda che Confintesa Sicurezza Privata ritiene necessario porre con particolare riferimento alle <strong>pattuglie Sicuritalia operanti sul territorio di Torino</strong>, dove gli operatori possono essere chiamati, anche nelle ore notturne, a raggiungere aziende, stabilimenti, magazzini, cantieri e aree isolate per effettuare controlli e verifiche.</p>
<p>Situazioni che meritano una seria riflessione.</p>
<p>Una Guardia Giurata può trovarsi a varcare il perimetro di un sito mai visitato prima, entrare in un cortile scarsamente illuminato o avvicinarsi a strutture delle quali non conosce preventivamente percorsi, ostacoli, vie di fuga e possibili elementi di pericolo.</p>
<p>E molto spesso tutto questo avviene <strong>in completa solitudine</strong>.</p>
<h2>Un rischio che non può essere considerato normale</h2>
<p>Un intervento su allarme presuppone, per sua stessa natura, che vi sia qualcosa da verificare.</p>
<p>L’operatore che arriva sul posto non può sapere con certezza cosa troverà: potrebbe trattarsi di un falso allarme, ma potrebbe anche esserci stata un’intrusione, un danneggiamento o una situazione ancora in evoluzione.</p>
<p>A questi rischi si aggiungono quelli derivanti dall’ambiente stesso: zone buie, piazzali sconosciuti, dislivelli, ostacoli, cancelli, macchinari, strutture industriali o altri elementi difficilmente individuabili durante un intervento notturno.</p>
<p>Per Confintesa Sicurezza Privata occorre quindi interrogarsi seriamente sulla compatibilità di determinate procedure operative con i principi generali di prevenzione e tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.</p>
<p><strong>La solitudine operativa non può diventare una prova di coraggio richiesta alla Guardia Giurata.</strong></p>
<p>È prima di tutto un problema di organizzazione del lavoro e di valutazione preventiva del rischio.</p>
<h2>Prima osservare, poi eventualmente intervenire</h2>
<p>Riteniamo che, ogni volta che le caratteristiche dell’intervento lo consentano, la prima verifica debba poter essere effettuata <strong>dall’esterno del sito</strong>, mantenendo una posizione che permetta alla Guardia Giurata di osservare e valutare la situazione senza esporsi inutilmente.</p>
<p>L’accesso all’interno di un’area sconosciuta dovrebbe invece essere preceduto da informazioni precise sul sito, sui percorsi da seguire e sulle eventuali criticità presenti.</p>
<p>Ma soprattutto poniamo una domanda molto semplice:</p>
<p><strong>quando la situazione richiede necessariamente l’ingresso all’interno di un sito potenzialmente a rischio, è davvero corretto che una sola Guardia Giurata venga lasciata ad affrontare l’intervento?</strong></p>
<p>In determinate circostanze la presenza di una <strong>seconda pattuglia o di un secondo operatore</strong> potrebbe rappresentare una misura organizzativa fondamentale per ridurre il rischio e garantire assistenza immediata in caso di necessità.</p>
<h2>La tecnologia non può sostituire la presenza umana</h2>
<p>Localizzazione GPS, centrale operativa, radio e sistemi di comunicazione sono strumenti certamente importanti.</p>
<p>Ma sapere dove si trova una Guardia Giurata non equivale necessariamente a poterla proteggere nel momento in cui si verifica un’emergenza.</p>
<p>Quando un operatore entra da solo in un capannone, in un cortile o in un’area industriale sconosciuta, la distanza tra la centrale operativa e il luogo dell’intervento rimane un elemento concreto.</p>
<p>Per questo la prevenzione deve intervenire <strong>prima che si verifichi l’incidente</strong>, non soltanto attraverso strumenti destinati a gestirne le conseguenze.</p>
<h2>Confintesa Sicurezza Privata chiede una riflessione sulle procedure</h2>
<p>La nostra Organizzazione Sindacale ritiene necessario aprire un confronto sulle modalità con cui vengono effettuati gli interventi delle pattuglie, partendo proprio dall’esperienza quotidiana delle Guardie Giurate.</p>
<p>Occorre valutare, tra le altre cose:</p>
<ul>
<li>la preventiva conoscenza e mappatura dei siti;</li>
<li>la disponibilità di informazioni operative chiare prima dell’accesso;</li>
<li>l’illuminazione e le caratteristiche delle aree da controllare;</li>
<li>le modalità di comunicazione con la centrale operativa;</li>
<li>i tempi e le procedure di richiesta del supporto;</li>
<li>l’utilizzo di una seconda pattuglia nelle situazioni che presentano maggiori elementi di rischio;</li>
<li>la possibilità di effettuare prioritariamente verifiche esterne prima dell’ingresso nel sito.</li>
</ul>
<p>La valutazione dei rischi non può essere qualcosa che rimane soltanto scritto in un documento.</p>
<p>Deve tradursi in <strong>procedure concretamente capaci di proteggere chi ogni notte svolge questo lavoro</strong>.</p>
<h2>Vogliamo ascoltare direttamente le pattuglie di Torino</h2>
<p>Per questo Confintesa Sicurezza Privata invita le Guardie Giurate impegnate nei servizi di pattuglia di <strong>Sicuritalia Torino</strong> a raccontarci la propria esperienza.</p>
<p>Vi è mai capitato di entrare da soli in un sito completamente sconosciuto?</p>
<p>Vi sono state fornite preventivamente informazioni sufficienti sulle caratteristiche dell’area?</p>
<p>Avete mai ritenuto che sarebbe stato necessario l’intervento di una seconda pattuglia?</p>
<p>Sono previste procedure precise quando l’operatore ritiene che l’accesso possa rappresentare un pericolo?</p>
<p>Conoscere ciò che accade realmente durante il servizio è indispensabile per individuare eventuali criticità e proporre soluzioni concrete.</p>
<p><strong>La sicurezza sul lavoro nella vigilanza privata deve essere una priorità assoluta e non un elemento sacrificabile per esigenze operative o organizzative.</strong></p>
<p>Nessuna Guardia Giurata dovrebbe essere costretta a scegliere tra eseguire un servizio e tutelare la propria incolumità.</p>
<p><strong>CONFINTESA SICUREZZA PRIVATA</strong><br /><em>Tutela – Diritti – Professionalità – Valorizzazione</em></p>
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		<item>
		<title>Riforma delle Guardie Giurate: il settore attende risposte concrete</title>
		<link>https://www.confintesasp.it/riforma-guardie-giurate-settore-risposte-concrete/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 12:33:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Formazione, sicurezza, riconoscimento professionale e contrasto al dumping: Confintesa Sicurezza Privata segue con attenzione il percorso di riforma del settore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/riforma-guardie-giurate-settore-risposte-concrete/">Riforma delle Guardie Giurate: il settore attende risposte concrete</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Formazione, sicurezza, riconoscimento professionale e contrasto al dumping: il percorso parlamentare riporta al centro temi che Confintesa Sicurezza Privata studia e approfondisce da anni attraverso un proprio Dipartimento dedicato alla riforma del settore.</strong></p>
<p>Il percorso parlamentare relativo alla riforma delle Guardie Particolari Giurate riporta finalmente al centro dell’attenzione una questione che il comparto attende da troppo tempo: <strong>la necessità di aggiornare profondamente il sistema della vigilanza privata e di riconoscere pienamente il ruolo professionale delle Guardie Giurate</strong>.</p>
<p>I disegni di legge attualmente all’esame del Senato e le diverse proposte emendative presentate affrontano temi che potrebbero incidere significativamente sull’organizzazione e sul futuro della sicurezza privata.</p>
<p>È necessario precisare che si tratta, allo stato, di <strong>proposte ancora in discussione e non di disposizioni già entrate in vigore</strong>.</p>
<p>Per Confintesa Sicurezza Privata, tuttavia, il tema della riforma non nasce oggi.</p>
<h2>Un Dipartimento dedicato alla riforma del settore</h2>
<p>Già da alcuni anni <strong>Confintesa Sicurezza Privata ha istituito uno specifico Dipartimento dedicato allo studio della riforma della vigilanza e della sicurezza privata</strong>, con l’obiettivo di analizzare in maniera organica le numerose criticità che caratterizzano il comparto.</p>
<p>Il Dipartimento approfondisce sia gli aspetti <strong>amministrativi e normativi</strong> sia quelli direttamente collegati alla <strong>sicurezza degli operatori</strong>, esaminando le problematiche che quotidianamente incidono sull’attività degli istituti e, soprattutto, sulle condizioni di lavoro delle Guardie Particolari Giurate.</p>
<p>La struttura è diretta dal <strong>dott. Ennio Pietrangeli</strong>, già Segretario Provinciale di Roma Capitale di Confintesa Sicurezza Privata, che da tempo segue le problematiche legate all’evoluzione normativa e organizzativa del settore.</p>
<p>L’esperienza maturata attraverso questo lavoro di studio consente alla nostra Federazione di seguire con particolare attenzione l’attuale dibattito parlamentare e di valutarne gli sviluppi alla luce delle reali esigenze degli operatori.</p>
<h2>Un’identità professionale più moderna</h2>
<p>Tra le proposte emerse nel dibattito parlamentare figura l’introduzione di un <strong>tesserino professionale elettronico delle professioni della sicurezza privata</strong>, nel quale potrebbero essere riportati la nomina prefettizia, i titoli autorizzativi e le eventuali abilitazioni professionali.</p>
<p>Una misura che potrebbe contribuire a costruire un’identità professionale più chiara e uniforme delle Guardie Particolari Giurate.</p>
<p>Ma il riconoscimento della professione non può fermarsi a un documento identificativo.</p>
<p>Le GPG sono chiamate quotidianamente a operare nella protezione di persone, beni, infrastrutture, attività economiche e siti sensibili. A queste responsabilità deve corrispondere un adeguato riconoscimento della professionalità, delle competenze e delle condizioni nelle quali il servizio viene svolto.</p>
<h2>Contrastare il dumping contrattuale</h2>
<p>Particolarmente significativo è anche il tema del <strong>contrasto al dumping contrattuale</strong>.</p>
<p>La concorrenza tra imprese non può essere costruita sulla progressiva compressione del costo del lavoro e dei diritti dei lavoratori.</p>
<p>La sicurezza privata necessita di imprese solide, personale adeguatamente formato e retribuito e regole che impediscano che il massimo ribasso diventi il principale criterio di competizione.</p>
<h2>La sicurezza di chi garantisce sicurezza</h2>
<p>Altro capitolo fondamentale riguarda le modalità operative dei servizi maggiormente esposti.</p>
<p>Nel dibattito parlamentare sono state avanzate proposte relative agli <strong>equipaggi nei servizi di trasporto valori, alla vigilanza notturna, ai sistemi di geolocalizzazione e monitoraggio dei mezzi e alla gestione delle situazioni di emergenza e degli assalti</strong>.</p>
<p>Sono problematiche che il Dipartimento di Confintesa Sicurezza Privata analizza da tempo.</p>
<p>Esiste un principio che dovrebbe essere alla base di qualsiasi intervento normativo:</p>
<p><strong>chi è chiamato a garantire sicurezza agli altri deve essere messo nelle condizioni di poter lavorare in sicurezza.</strong></p>
<p>Organici insufficienti, servizi svolti in condizioni di isolamento, dotazioni non sempre adeguate e procedure operative differenti rappresentano questioni che una vera riforma non può ignorare.</p>
<h2>Un Osservatorio nazionale per conoscere realmente il settore</h2>
<p>Tra le proposte presentate figura anche la possibile istituzione presso il Ministero dell’Interno di un <strong>Osservatorio nazionale sulla sicurezza della vigilanza privata</strong>.</p>
<p>Uno strumento che, se adeguatamente strutturato, potrebbe contribuire a raccogliere e analizzare dati relativi ad aggressioni, incidenti, condizioni operative e criticità dei servizi.</p>
<p>Conoscere realmente ciò che accade sul territorio è indispensabile per costruire interventi normativi efficaci.</p>
<p>Una riforma moderna non può essere elaborata esclusivamente attraverso principi generali: deve partire anche dall’esperienza concreta di chi quotidianamente opera nei servizi di vigilanza.</p>
<h2>La riforma deve andare oltre il tesserino</h2>
<p>Confintesa Sicurezza Privata ritiene che riconoscimento professionale e modernizzazione amministrativa rappresentino passaggi importanti, ma <strong>non possano esaurire la riforma del comparto</strong>.</p>
<p>Occorre affrontare in maniera organica anche le questioni che incidono direttamente sulla vita lavorativa delle Guardie Particolari Giurate:</p>
<p><strong>turnazioni, lavoro notturno, riposi, straordinari, formazione, carenza degli organici, dotazioni di sicurezza, responsabilità professionali e adeguatezza delle retribuzioni.</strong></p>
<p>Non sarebbe coerente aumentare requisiti, responsabilità e professionalità richieste senza accompagnare questo processo con un adeguato riconoscimento economico e normativo.</p>
<p>Allo stesso modo, la formazione e l’aggiornamento professionale devono essere considerati parte integrante del rapporto di lavoro e della crescita professionale dell’operatore.</p>
<h2>Confintesa Sicurezza Privata: una riforma costruita sulla realtà del lavoro</h2>
<p>L’attuale dibattito parlamentare rappresenta un’occasione importante per affrontare questioni rimaste irrisolte per troppo tempo.</p>
<p>Confintesa Sicurezza Privata continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione dei provvedimenti, mettendo a disposizione anche il patrimonio di analisi maturato negli anni attraverso il proprio Dipartimento dedicato alla riforma del settore.</p>
<p>La vigilanza privata svolge oggi una funzione sempre più rilevante nel sistema complessivo della sicurezza del Paese.</p>
<p>È quindi necessario costruire un quadro normativo moderno, capace di coniugare efficienza dei servizi, sicurezza degli operatori e valorizzazione professionale.</p>
<p><strong>La riforma sarà realmente efficace soltanto se saprà mettere al centro le donne e gli uomini che ogni giorno svolgono concretamente questi servizi.</strong></p>
<p>Professionalità, sicurezza, diritti e dignità del lavoro devono procedere insieme.</p>
<p><strong>Confintesa Sicurezza Privata continuerà a studiare, approfondire e informare i lavoratori sugli sviluppi della riforma e sulle scelte che potranno determinare il futuro del comparto.</strong></p>
<p><script>(function(){var img=document.querySelector('#post-4775 .post-thumbnail img');if(!img)return;var url='https://www.confintesasp.it/wp-content/uploads/2026/10/35335C03-14FB-4924-8057-1B9B45B84BF2.png';img.removeAttribute('srcset');img.removeAttribute('data-srcset');img.setAttribute('data-src',url);img.src=url;img.width=1536;img.height=1024;img.style.cssText='display:block;width:100%;height:auto;object-fit:contain;cursor:zoom-in';var a=document.createElement('a');a.href=url;a.target='_blank';a.rel='noopener';a.setAttribute('aria-label','Apri immagine completa');img.parentNode.insertBefore(a,img);a.appendChild(img);})();</script></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Guardia privata licenziata: il giudice riconosce 12 mensilità. Quando il licenziamento è sproporzionato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 11:37:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale di Lecco ha ritenuto sproporzionato il licenziamento di una guardia privata e ha riconosciuto 12 mensilità: un richiamo importante al principio di proporzionalità delle sanzioni disciplinari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/guardia-privata-licenziata-il-giudice-riconosce-12-mensilita-quando-il-licenziamento-e-sproporzionato/">Guardia privata licenziata: il giudice riconosce 12 mensilità. Quando il licenziamento è sproporzionato</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una recente decisione del Tribunale di Lecco richiama ancora una volta un principio fondamentale nel diritto del lavoro: non ogni comportamento scorretto del lavoratore può giustificare automaticamente il licenziamento per giusta causa.</strong></p>
<p>Il caso riguarda una guardia privata impiegata presso un centro commerciale, licenziata dopo aver preso una bevanda dal bar senza pagarla.</p>
<p>L&#8217;azienda aveva ritenuto il comportamento sufficientemente grave da determinare l&#8217;interruzione immediata del rapporto di lavoro per giusta causa.</p>
<p>Il giudice del lavoro, tuttavia, ha valutato diversamente la vicenda, ritenendo <strong>sproporzionata la sanzione espulsiva</strong> rispetto alla concreta gravità del fatto e riconoscendo al lavoratore un&#8217;indennità pari a <strong>12 mensilità</strong>.</p>
<h2>Il principio di proporzionalità</h2>
<p>La vicenda offre lo spunto per ricordare un principio essenziale della materia disciplinare.</p>
<p>Quando un datore di lavoro contesta una condotta al dipendente, la sanzione applicata deve essere proporzionata alla gravità effettiva del comportamento.</p>
<p>Il licenziamento per giusta causa rappresenta la sanzione più grave possibile e presuppone una condotta tale da compromettere in modo irrimediabile il rapporto fiduciario tra lavoratore e datore di lavoro.</p>
<p>Non è quindi sufficiente la semplice esistenza di un&#8217;infrazione. Occorre valutare concretamente la gravità del comportamento, le circostanze nelle quali il fatto si è verificato, l&#8217;intenzionalità della condotta, l&#8217;eventuale danno prodotto, le mansioni svolte dal lavoratore, i precedenti disciplinari e la possibilità di applicare una sanzione conservativa meno grave.</p>
<h2>Un principio particolarmente importante per le Guardie Particolari Giurate</h2>
<p>Nel settore della vigilanza privata il tema assume un&#8217;importanza ancora maggiore.</p>
<p>Alle Guardie Particolari Giurate vengono richiesti elevati standard di correttezza, affidabilità e responsabilità e proprio per questo le aziende possono attribuire particolare rilevanza disciplinare a determinate condotte.</p>
<p>Ma anche nel nostro settore <strong>non può esistere un automatismo tra contestazione e licenziamento</strong>.</p>
<p>Ogni provvedimento disciplinare deve essere valutato sulla base del caso concreto e nel rispetto dei principi previsti dalla legge, dal contratto collettivo e dall&#8217;articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori.</p>
<p>La particolare delicatezza delle mansioni svolte dalle GPG non può trasformarsi in una compressione delle garanzie riconosciute a tutti i lavoratori.</p>
<h2>Contestare non significa poter licenziare automaticamente</h2>
<p>Questa decisione rappresenta quindi un richiamo importante.</p>
<p>Il potere disciplinare del datore di lavoro esiste ed è necessario all&#8217;organizzazione dell&#8217;attività lavorativa, ma deve essere esercitato entro limiti precisi.</p>
<p>Quando la sanzione applicata risulta eccessiva rispetto alla condotta contestata, il lavoratore può rivolgersi alle organizzazioni sindacali e, quando necessario, all&#8217;autorità giudiziaria per verificarne la legittimità.</p>
<p><strong>Confintesa Sicurezza Privata ritiene fondamentale che ogni lavoratore destinatario di una contestazione disciplinare valuti attentamente la propria posizione prima di rispondere o assumere iniziative.</strong></p>
<p>I termini previsti per le giustificazioni sono brevi e una risposta formulata correttamente può diventare determinante nella successiva tutela del lavoratore.</p>
<p><strong>Confintesa Sicurezza Privata – Tutela, diritti, professionalità e valorizzazione dei lavoratori della sicurezza privata.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/guardia-privata-licenziata-il-giudice-riconosce-12-mensilita-quando-il-licenziamento-e-sproporzionato/">Guardia privata licenziata: il giudice riconosce 12 mensilità. Quando il licenziamento è sproporzionato</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>GPG, revoca del porto d’armi e posto di lavoro: il TAR richiama la necessità di una valutazione concreta</title>
		<link>https://www.confintesasp.it/gpg-revoca-porto-armi-posto-lavoro-tar-parma-35-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 21:11:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confintesasp.it/?p=4769</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una recente sentenza del TAR Emilia-Romagna, Parma, ribadisce che la revoca dei titoli di polizia di una Guardia Particolare Giurata richiede un’istruttoria concreta e una motivazione rigorosa, anche per le pesanti conseguenze sul lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/gpg-revoca-porto-armi-posto-lavoro-tar-parma-35-2026/">GPG, revoca del porto d’armi e posto di lavoro: il TAR richiama la necessità di una valutazione concreta</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La revoca del porto d’armi e del titolo di Guardia Particolare Giurata non può essere trattata come un automatismo.</strong> Quando una decisione amministrativa incide direttamente sulla possibilità della GPG di continuare a lavorare, l’Amministrazione deve svolgere una valutazione concreta, completa e adeguatamente motivata.</p>
<p>È questo uno degli aspetti più rilevanti della <strong>sentenza n. 35/2026 del TAR Emilia-Romagna, Sezione staccata di Parma</strong>, pubblicata il 26 gennaio 2026, relativa al ricorso di una Guardia Particolare Giurata contro la revoca della licenza di porto d’armi per difesa personale e del titolo di GPG.</p>
<h2>Il caso</h2>
<p>La vicenda nasce da un episodio di ebbrezza alcolica contestato alla guardia durante il servizio. La Prefettura aveva disposto la revoca dei titoli ritenendo compromessi i requisiti di affidabilità richiesti a chi porta e utilizza armi nell’esercizio della propria attività professionale.</p>
<p>Il TAR ha però rilevato che la decisione era stata fondata sostanzialmente su <strong>un singolo episodio</strong>, senza un’istruttoria sufficientemente approfondita sull’intera situazione personale e professionale dell’interessato.</p>
<h2>Non basta un singolo episodio: serve una valutazione complessiva</h2>
<p>Secondo il Tribunale amministrativo, nel giudizio di affidabilità devono essere considerati tutti gli elementi rilevanti. Nel caso esaminato assumevano particolare importanza l’incensuratezza della GPG, il comportamento complessivo e la storia professionale, compresi <strong>cinque anni di servizio senza precedenti disciplinari negativi</strong>.</p>
<p>Il punto non è affermare che qualsiasi comportamento sia irrilevante. Al contrario, chi svolge servizio armato è sottoposto a requisiti particolarmente rigorosi. Proprio per questo, però, una misura così grave deve essere sostenuta da una <strong>istruttoria effettiva e da una motivazione proporzionata alla situazione concreta</strong>.</p>
<h2>Quando il provvedimento amministrativo mette a rischio il lavoro</h2>
<p>Per le Guardie Particolari Giurate la questione assume una dimensione ulteriore. La perdita del titolo e del porto d’armi può determinare l’impossibilità di svolgere le normali mansioni e incidere immediatamente sulla posizione lavorativa e sulla retribuzione.</p>
<p>Lo stesso TAR, già nella fase cautelare, aveva considerato il significativo pregiudizio arrecato all’attività lavorativa del ricorrente. È un elemento di particolare interesse perché evidenzia quanto la valutazione amministrativa sui titoli di polizia possa avere conseguenze occupazionali concrete e immediate.</p>
<h2>La rilevanza sindacale</h2>
<p>Per <strong>Confintesa Sicurezza Privata</strong> questa pronuncia merita attenzione. Nei casi di revoca o sospensione dei titoli di una GPG occorre verificare non soltanto il fatto contestato, ma anche la completezza dell’istruttoria, la motivazione del provvedimento, la storia professionale del lavoratore e il rispetto del principio di proporzionalità.</p>
<p>Ogni situazione deve naturalmente essere valutata individualmente. Ma la tutela del requisito di affidabilità richiesto alle GPG non può trasformarsi in un automatismo capace di compromettere la vita professionale del lavoratore senza un esame serio di tutte le circostanze.</p>
<p><strong>Confintesa Sicurezza Privata continuerà a seguire la giurisprudenza che interessa direttamente le Guardie Particolari Giurate e l’intero comparto della sicurezza privata, mettendo al centro la tutela del lavoro, della professionalità e dei diritti.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/gpg-revoca-porto-armi-posto-lavoro-tar-parma-35-2026/">GPG, revoca del porto d’armi e posto di lavoro: il TAR richiama la necessità di una valutazione concreta</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cambio appalto nella vigilanza privata: GPG reintegrata dopo il licenziamento</title>
		<link>https://www.confintesasp.it/cambio-appalto-nella-vigilanza-privata-gpg-reintegrata-dopo-il-licenziamento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 20:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confintesasp.it/cambio-appalto-nella-vigilanza-privata-gpg-reintegrata-dopo-il-licenziamento/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una recente decisione del giudice del lavoro riporta al centro la tutela occupazionale delle guardie giurate nei cambi d’appalto. Confintesa Sicurezza Privata: ogni esclusione o licenziamento deve essere verificato concretamente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/cambio-appalto-nella-vigilanza-privata-gpg-reintegrata-dopo-il-licenziamento/">Cambio appalto nella vigilanza privata: GPG reintegrata dopo il licenziamento</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una recente decisione del giudice del lavoro riporta al centro un tema particolarmente delicato per migliaia di lavoratori della vigilanza privata: <strong>che cosa accade al personale quando cambia l’impresa titolare dell’appalto?</strong></p>
<p>Il caso riguarda una guardia particolare giurata occupata dal 2013 e successivamente licenziata nell’ambito della cessazione di un servizio e del passaggio dell’appalto a un’altra società. Secondo quanto reso pubblico sulla vicenda, con decisione del <strong>23 settembre 2026</strong> il giudice ha ritenuto insussistenti i presupposti del licenziamento, disponendone l’annullamento.</p>
<p>È stata ordinata la <strong>reintegrazione del lavoratore in una posizione equivalente a quella precedentemente occupata</strong>, oltre al riconoscimento di un’indennità risarcitoria parametrata alla retribuzione di riferimento ai fini del TFR, dal licenziamento fino all’effettiva reintegrazione.</p>
<h2>Il cambio d’appalto non può trasformarsi in una zona franca</h2>
<p>Per <strong>Confintesa Sicurezza Privata</strong> la vicenda richiama un principio essenziale: il cambio dell’impresa che gestisce un servizio non può essere considerato, da solo, un lasciapassare per espellere un lavoratore dal settore.</p>
<p>Ogni situazione deve essere verificata concretamente, a partire dall’applicazione delle clausole sociali e delle disposizioni del CCNL, dalla posizione del personale impiegato sull’appalto, dagli obblighi dell’impresa uscente e di quella subentrante e dalle effettive ragioni poste alla base dell’eventuale licenziamento.</p>
<h2>Confintesa: controllare ogni esclusione dal cambio appalto</h2>
<p>Quando una GPG o un addetto ai servizi di sicurezza viene escluso dal passaggio, non assunto dall’impresa subentrante oppure licenziato dall’impresa uscente, riteniamo necessario verificare immediatamente la procedura.</p>
<p>Un cambio d’appalto non deve diventare il momento nel quale un lavoratore, magari dopo molti anni di servizio, scopre improvvisamente di non avere più un posto.</p>
<p>Per questo Confintesa Sicurezza Privata continuerà a prestare particolare attenzione alle procedure di cambio appalto e alle eventuali esclusioni del personale, intervenendo quando emergano possibili violazioni delle garanzie contrattuali e di legge.</p>
<p><strong>La tutela dell’occupazione deve essere concreta, non soltanto scritta nei contratti.</strong></p>
<p><em>Nota: le informazioni disponibili pubblicamente sulla decisione non consentono al momento di indicare con certezza numero del provvedimento e ufficio giudiziario. Confintesa provvederà ad aggiornare l’approfondimento qualora venga acquisito il testo integrale.</em></p>
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		<title>GPS e lavoratori della vigilanza privata: i dati non possono diventare uno strumento a senso unico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 17:03:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Garante Privacy sanziona una società di vigilanza per complessivi 39.000 euro. Confintesa Sicurezza Privata: se GPS e dati aziendali vengono utilizzati contro un lavoratore, deve essere garantito pienamente il diritto di accesso e di difesa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia è ormai parte integrante dell’organizzazione dei servizi di vigilanza privata. GPS installati sui mezzi aziendali, sistemi di localizzazione e strumenti digitali possono avere finalità legittime di sicurezza e organizzazione del servizio. Ma quando i dati raccolti vengono utilizzati nei confronti di un lavoratore, devono essere rispettati pienamente i suoi diritti.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Il tema emerge con particolare forza dal provvedimento n. 585 del 6 agosto 2026 del Garante per la protezione dei dati personali, relativo a una società operante nel settore della vigilanza privata e al trattamento dei dati di una lavoratrice nell’ambito di una vicenda disciplinare.</p>

<h2 class="wp-block-heading">Il caso: GPS, contestazione disciplinare e diritto di accesso</h2>

<p class="wp-block-paragraph">La lavoratrice aveva chiesto di accedere ai dati personali che la riguardavano, compresi quelli relativi alla geolocalizzazione del veicolo aziendale e utilizzati nel contesto della contestazione disciplinare. Il Garante ha rilevato criticità sia nel riscontro fornito alla richiesta di accesso sia nelle informazioni rese sul trattamento dei dati di geolocalizzazione.</p>

<p class="wp-block-paragraph">All’esito dell’istruttoria sono state applicate sanzioni amministrative per complessivi 39.000 euro.</p>

<h2 class="wp-block-heading">Confintesa: la tecnologia non può funzionare a senso unico</h2>

<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per Confintesa Sicurezza Privata il principio deve essere chiaro: se un dato raccolto dall’azienda viene utilizzato per contestare il comportamento di un lavoratore, quel lavoratore deve poter conoscere i dati personali che lo riguardano ed esercitare pienamente il proprio diritto di difesa.</strong></p>

<p class="wp-block-paragraph">Non contestiamo l’utilizzo della tecnologia quando è legittimo, trasparente e realmente finalizzato alla sicurezza e all’organizzazione del servizio. Contestiamo invece qualsiasi utilizzo che rischi di creare uno squilibrio: l’azienda non può servirsi di informazioni digitali contro il dipendente e, contemporaneamente, rendere difficile al lavoratore conoscere e verificare quelle stesse informazioni.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Nel settore della vigilanza privata questo problema assume un peso particolare. Le GPG lavorano quotidianamente con automezzi geolocalizzati, centrali operative, sistemi di registrazione, applicazioni di servizio e altri strumenti capaci di produrre una quantità crescente di dati.</p>

<h2 class="wp-block-heading">GPS e procedimenti disciplinari: cosa deve controllare il lavoratore</h2>

<p class="wp-block-paragraph">Quando una contestazione disciplinare si fonda, anche solo in parte, su GPS, tracciamenti, registrazioni o altri dati digitali, riteniamo fondamentale verificare immediatamente quali dati siano stati utilizzati, per quali finalità siano stati raccolti, quale informativa sia stata resa e se il lavoratore possa esercitare concretamente il proprio diritto di accesso.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Questo passaggio può essere determinante anche per predisporre una difesa completa nell’ambito della procedura disciplinare prevista dall’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori.</p>

<h2 class="wp-block-heading">Più tecnologia deve significare anche più garanzie</h2>

<p class="wp-block-paragraph">La digitalizzazione dei servizi di sicurezza continuerà inevitabilmente a crescere. Proprio per questo occorre accompagnarla con regole chiare, trasparenza e tutela effettiva dei lavoratori.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><strong>La posizione di Confintesa Sicurezza Privata è netta: innovazione e sicurezza sì, ma mai a discapito del diritto alla privacy, della trasparenza e del diritto di difesa.</strong></p>

<p class="wp-block-paragraph">Confintesa Sicurezza Privata continuerà a prestare particolare attenzione all’utilizzo di GPS e strumenti digitali nei procedimenti disciplinari del settore, affinché le nuove tecnologie siano strumenti di organizzazione e sicurezza e non diventino strumenti di controllo privi delle necessarie garanzie.</p><p>L'articolo <a href="https://www.confintesasp.it/gps-e-lavoratori-della-vigilanza-privata-i-dati-non-possono-diventare-uno-strumento-a-senso-unico/">GPS e lavoratori della vigilanza privata: i dati non possono diventare uno strumento a senso unico</a> proviene da <a href="https://www.confintesasp.it">Confintesa Sicurezza Privata</a>.</p>
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