Confintesa Sicurezza Privata ritiene necessario aprire una riflessione seria sull’utilizzo delle procedure di cambio appalto nel settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza.
Troppo spesso la perdita di un servizio viene considerata quasi automaticamente come il presupposto per trasferire i lavoratori interessati verso l’impresa subentrante attraverso l’applicazione della clausola sociale prevista dal CCNL.
Ma un principio deve essere chiaro:
la perdita di un appalto non può trasformarsi automaticamente nella perdita del posto di lavoro presso l’azienda uscente.
La clausola sociale rappresenta uno strumento fondamentale di salvaguardia occupazionale. Proprio per questo non può essere utilizzata come un meccanismo automatico attraverso il quale l’impresa uscente si libera dei lavoratori impiegati nell’appalto cessato senza verificare concretamente la loro possibilità di ricollocazione.
LA DICHIARAZIONE DI MANCATA RICOLLOCAZIONE DEVE ESSERE REALE
Quando un’impresa comunica alle organizzazioni sindacali l’apertura di una procedura di cambio appalto dichiarando di non poter ricollocare il personale interessato su altri servizi, quella dichiarazione deve corrispondere alla reale situazione organizzativa dell’azienda.
Per Confintesa Sicurezza Privata non può essere considerata una semplice formula da inserire nella comunicazione di apertura della procedura.
Occorre verificare concretamente se esista realmente una situazione di esubero e quali siano le effettive possibilità di impiego dei lavoratori su altri servizi gestiti dall’impresa uscente.
La domanda è semplice:
l’azienda non può realmente ricollocare quei lavoratori oppure sta semplicemente applicando automaticamente il cambio appalto?
La differenza è fondamentale.
CONFINTESA CHIEDE VERIFICHE CONCRETE
In presenza di una procedura di cambio appalto riteniamo necessario verificare attentamente, tra gli altri elementi:
la consistenza reale dell’organico aziendale;
i servizi ancora gestiti dall’impresa uscente;
le eventuali carenze di personale presenti su altri servizi;
le assunzioni effettuate o programmate;
l’utilizzo sistematico dello straordinario;
l’eventuale ricerca di nuove Guardie Particolari Giurate o di altri operatori;
le possibilità effettive di ricollocazione dei lavoratori coinvolti.
Sarebbe difficilmente comprensibile, ad esempio, dichiarare l’impossibilità di ricollocare lavoratori interessati da un cambio appalto e contemporaneamente procedere alla ricerca o all’assunzione di nuovo personale per altri servizi compatibili.
Sono proprio queste situazioni che devono essere attentamente verificate durante il confronto sindacale. Peccato, però, che chi siede a quei tavoli spesso non verifichi nulla di tutto ciò. L’importante sembra essere che il lavoratore passi alle stesse condizioni.
Per alcuni, questo sarebbe il significato del cambio appalto: un passaggio diventato automatico, senza alcuna verifica concreta sulla situazione dell’azienda uscente.
Confintesa non può accettare che la tutela occupazionale venga ridotta a una semplice formalità. Il confronto sindacale deve servire a verificare la reale impossibilità di ricollocazione e a tutelare concretamente i lavoratori coinvolti.
ANCHE LA GIURISPRUDENZA IMPONE ATTENZIONE
Una recente decisione del Tribunale di Roma – Sezione Lavoro, pubblicata il 23 settembre 2026, riguardante una Guardia Particolare Giurata licenziata dall’impresa uscente nell’ambito di un cambio appalto, ha riportato l’attenzione proprio sui presupposti del licenziamento.
Il Giudice ha ritenuto insussistenti i presupposti del recesso, disponendo la reintegrazione del lavoratore in una posizione equivalente a quella precedentemente ricoperta, oltre al riconoscimento del relativo risarcimento.
La decisione conferma quanto sia necessario evitare qualsiasi automatismo.
Ogni situazione deve essere verificata concretamente.
La perdita dell’appalto e l’attivazione della clausola sociale non possono essere considerate, da sole, una giustificazione automatica per espellere il lavoratore dall’organizzazione dell’impresa uscente.
LA CLAUSOLA SOCIALE DEVE PROTEGGERE IL LAVORATORE
Confintesa Sicurezza Privata ribadisce un principio fondamentale:
la clausola sociale nasce per salvaguardare l’occupazione, non per diventare uno strumento di espulsione automatica dei lavoratori dalle aziende.
Per questo motivo, nelle procedure di cambio appalto, la Federazione intende prestare particolare attenzione alle dichiarazioni delle imprese uscenti relative all’impossibilità di ricollocare il personale.
Quando necessario chiederemo che vengano forniti elementi concreti che consentano di comprendere la reale situazione occupazionale e organizzativa dell’impresa.
AI LAVORATORI DICIAMO: SEGNALATECI LE ANOMALIE
Invitiamo le Guardie Particolari Giurate e gli operatori dei servizi di sicurezza coinvolti nelle procedure di cambio appalto a segnalare a Confintesa eventuali situazioni nelle quali, nonostante la dichiarata impossibilità di ricollocazione, risultino:
nuove assunzioni, ricerca di personale, scoperture di servizio, ricorso consistente allo straordinario o disponibilità di altre postazioni compatibili.
Sono elementi che possono essere importanti per valutare concretamente la posizione del lavoratore.
Confintesa Sicurezza Privata continuerà a difendere l’applicazione corretta della clausola sociale e la continuità occupazionale dei lavoratori.
Cambio appalto sì, quando ne ricorrono realmente i presupposti. Automatismi no.
CONFINTESA SICUREZZA PRIVATA
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