La revoca del porto d’armi e del titolo di Guardia Particolare Giurata non può essere trattata come un automatismo. Quando una decisione amministrativa incide direttamente sulla possibilità della GPG di continuare a lavorare, l’Amministrazione deve svolgere una valutazione concreta, completa e adeguatamente motivata.
È questo uno degli aspetti più rilevanti della sentenza n. 35/2026 del TAR Emilia-Romagna, Sezione staccata di Parma, pubblicata il 26 gennaio 2026, relativa al ricorso di una Guardia Particolare Giurata contro la revoca della licenza di porto d’armi per difesa personale e del titolo di GPG.
Il caso
La vicenda nasce da un episodio di ebbrezza alcolica contestato alla guardia durante il servizio. La Prefettura aveva disposto la revoca dei titoli ritenendo compromessi i requisiti di affidabilità richiesti a chi porta e utilizza armi nell’esercizio della propria attività professionale.
Il TAR ha però rilevato che la decisione era stata fondata sostanzialmente su un singolo episodio, senza un’istruttoria sufficientemente approfondita sull’intera situazione personale e professionale dell’interessato.
Non basta un singolo episodio: serve una valutazione complessiva
Secondo il Tribunale amministrativo, nel giudizio di affidabilità devono essere considerati tutti gli elementi rilevanti. Nel caso esaminato assumevano particolare importanza l’incensuratezza della GPG, il comportamento complessivo e la storia professionale, compresi cinque anni di servizio senza precedenti disciplinari negativi.
Il punto non è affermare che qualsiasi comportamento sia irrilevante. Al contrario, chi svolge servizio armato è sottoposto a requisiti particolarmente rigorosi. Proprio per questo, però, una misura così grave deve essere sostenuta da una istruttoria effettiva e da una motivazione proporzionata alla situazione concreta.
Quando il provvedimento amministrativo mette a rischio il lavoro
Per le Guardie Particolari Giurate la questione assume una dimensione ulteriore. La perdita del titolo e del porto d’armi può determinare l’impossibilità di svolgere le normali mansioni e incidere immediatamente sulla posizione lavorativa e sulla retribuzione.
Lo stesso TAR, già nella fase cautelare, aveva considerato il significativo pregiudizio arrecato all’attività lavorativa del ricorrente. È un elemento di particolare interesse perché evidenzia quanto la valutazione amministrativa sui titoli di polizia possa avere conseguenze occupazionali concrete e immediate.
La rilevanza sindacale
Per Confintesa Sicurezza Privata questa pronuncia merita attenzione. Nei casi di revoca o sospensione dei titoli di una GPG occorre verificare non soltanto il fatto contestato, ma anche la completezza dell’istruttoria, la motivazione del provvedimento, la storia professionale del lavoratore e il rispetto del principio di proporzionalità.
Ogni situazione deve naturalmente essere valutata individualmente. Ma la tutela del requisito di affidabilità richiesto alle GPG non può trasformarsi in un automatismo capace di compromettere la vita professionale del lavoratore senza un esame serio di tutte le circostanze.
Confintesa Sicurezza Privata continuerà a seguire la giurisprudenza che interessa direttamente le Guardie Particolari Giurate e l’intero comparto della sicurezza privata, mettendo al centro la tutela del lavoro, della professionalità e dei diritti.


