CONFINTESA SICUREZZA PRIVATA: “La sicurezza dell’operatore deve venire prima di qualsiasi procedura operativa”
Quanto vale realmente la sicurezza di una Guardia Particolare Giurata durante un intervento su allarme o nell’esecuzione di un servizio ispettivo?
È una domanda che Confintesa Sicurezza Privata ritiene necessario porre con particolare riferimento alle pattuglie Sicuritalia operanti sul territorio di Torino, dove gli operatori possono essere chiamati, anche nelle ore notturne, a raggiungere aziende, stabilimenti, magazzini, cantieri e aree isolate per effettuare controlli e verifiche.
Situazioni che meritano una seria riflessione.
Una Guardia Giurata può trovarsi a varcare il perimetro di un sito mai visitato prima, entrare in un cortile scarsamente illuminato o avvicinarsi a strutture delle quali non conosce preventivamente percorsi, ostacoli, vie di fuga e possibili elementi di pericolo.
E molto spesso tutto questo avviene in completa solitudine.
Un rischio che non può essere considerato normale
Un intervento su allarme presuppone, per sua stessa natura, che vi sia qualcosa da verificare.
L’operatore che arriva sul posto non può sapere con certezza cosa troverà: potrebbe trattarsi di un falso allarme, ma potrebbe anche esserci stata un’intrusione, un danneggiamento o una situazione ancora in evoluzione.
A questi rischi si aggiungono quelli derivanti dall’ambiente stesso: zone buie, piazzali sconosciuti, dislivelli, ostacoli, cancelli, macchinari, strutture industriali o altri elementi difficilmente individuabili durante un intervento notturno.
Per Confintesa Sicurezza Privata occorre quindi interrogarsi seriamente sulla compatibilità di determinate procedure operative con i principi generali di prevenzione e tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
La solitudine operativa non può diventare una prova di coraggio richiesta alla Guardia Giurata.
È prima di tutto un problema di organizzazione del lavoro e di valutazione preventiva del rischio.
Prima osservare, poi eventualmente intervenire
Riteniamo che, ogni volta che le caratteristiche dell’intervento lo consentano, la prima verifica debba poter essere effettuata dall’esterno del sito, mantenendo una posizione che permetta alla Guardia Giurata di osservare e valutare la situazione senza esporsi inutilmente.
L’accesso all’interno di un’area sconosciuta dovrebbe invece essere preceduto da informazioni precise sul sito, sui percorsi da seguire e sulle eventuali criticità presenti.
Ma soprattutto poniamo una domanda molto semplice:
quando la situazione richiede necessariamente l’ingresso all’interno di un sito potenzialmente a rischio, è davvero corretto che una sola Guardia Giurata venga lasciata ad affrontare l’intervento?
In determinate circostanze la presenza di una seconda pattuglia o di un secondo operatore potrebbe rappresentare una misura organizzativa fondamentale per ridurre il rischio e garantire assistenza immediata in caso di necessità.
La tecnologia non può sostituire la presenza umana
Localizzazione GPS, centrale operativa, radio e sistemi di comunicazione sono strumenti certamente importanti.
Ma sapere dove si trova una Guardia Giurata non equivale necessariamente a poterla proteggere nel momento in cui si verifica un’emergenza.
Quando un operatore entra da solo in un capannone, in un cortile o in un’area industriale sconosciuta, la distanza tra la centrale operativa e il luogo dell’intervento rimane un elemento concreto.
Per questo la prevenzione deve intervenire prima che si verifichi l’incidente, non soltanto attraverso strumenti destinati a gestirne le conseguenze.
Confintesa Sicurezza Privata chiede una riflessione sulle procedure
La nostra Organizzazione Sindacale ritiene necessario aprire un confronto sulle modalità con cui vengono effettuati gli interventi delle pattuglie, partendo proprio dall’esperienza quotidiana delle Guardie Giurate.
Occorre valutare, tra le altre cose:
- la preventiva conoscenza e mappatura dei siti;
- la disponibilità di informazioni operative chiare prima dell’accesso;
- l’illuminazione e le caratteristiche delle aree da controllare;
- le modalità di comunicazione con la centrale operativa;
- i tempi e le procedure di richiesta del supporto;
- l’utilizzo di una seconda pattuglia nelle situazioni che presentano maggiori elementi di rischio;
- la possibilità di effettuare prioritariamente verifiche esterne prima dell’ingresso nel sito.
La valutazione dei rischi non può essere qualcosa che rimane soltanto scritto in un documento.
Deve tradursi in procedure concretamente capaci di proteggere chi ogni notte svolge questo lavoro.
Vogliamo ascoltare direttamente le pattuglie di Torino
Per questo Confintesa Sicurezza Privata invita le Guardie Giurate impegnate nei servizi di pattuglia di Sicuritalia Torino a raccontarci la propria esperienza.
Vi è mai capitato di entrare da soli in un sito completamente sconosciuto?
Vi sono state fornite preventivamente informazioni sufficienti sulle caratteristiche dell’area?
Avete mai ritenuto che sarebbe stato necessario l’intervento di una seconda pattuglia?
Sono previste procedure precise quando l’operatore ritiene che l’accesso possa rappresentare un pericolo?
Conoscere ciò che accade realmente durante il servizio è indispensabile per individuare eventuali criticità e proporre soluzioni concrete.
La sicurezza sul lavoro nella vigilanza privata deve essere una priorità assoluta e non un elemento sacrificabile per esigenze operative o organizzative.
Nessuna Guardia Giurata dovrebbe essere costretta a scegliere tra eseguire un servizio e tutelare la propria incolumità.
CONFINTESA SICUREZZA PRIVATA
Tutela – Diritti – Professionalità – Valorizzazione


