Confintesa Sicurezza Privata: chi vive condizioni di lavoro dannose non deve rassegnarsi. Documentare e segnalare è il primo passo per ottenere tutela.
Essere una Guardia Particolare Giurata significa assumersi responsabilità, affrontare rischi e garantire sicurezza. Non significa accettare che il lavoro comprometta la propria salute fisica e psicologica.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 20005 del 15 giugno 2026, ha ribadito un principio fondamentale: la responsabilità del datore di lavoro può sussistere anche quando non vengono dimostrati il mobbing o uno specifico intento persecutorio. L’obbligo di protezione previsto dall’articolo 2087 del Codice civile comprende anche la tutela da condizioni lavorative stressogene capaci di provocare un danno alla salute. (Leggi l’ordinanza su Olympus – Università di Urbino).
Per Confintesa Sicurezza Privata, questo principio deve diventare consapevolezza concreta tra i lavoratori della vigilanza.
Non serve aspettare di poter chiamare “mobbing” ciò che si sta vivendo per chiedere aiuto.
Turni che impediscono un recupero adeguato, pressioni continue, umiliazioni, sanzioni pretestuose, assegnazioni incompatibili con le condizioni di salute e segnalazioni di rischio lasciate senza risposta sono situazioni da portare all’attenzione del sindacato. Ogni caso richiede una valutazione specifica: nessuno di questi elementi, da solo, garantisce un risarcimento. Ma nessun lavoratore dovrebbe considerarli inevitabili solo perché opera nella sicurezza.
Nel caso esaminato dalla Corte, erano state accertate ripetute sanzioni ingiustificate e l’assegnazione a mansioni incompatibili con le condizioni fisiche del dipendente, con un danno verificato attraverso consulenza tecnica.
Occorre essere chiari: il risarcimento non è automatico. Il lavoratore deve documentare le condizioni nocive e provare il danno e il collegamento con il lavoro. Sul datore grava la prova dell’inesistenza della condizione di pericolo oppure dell’adozione delle misure necessarie a neutralizzare o ridurre al minimo tecnicamente possibile i rischi.
Proprio per questo, attivarsi tempestivamente è importante. A tutte le GPG che si riconoscono in queste situazioni rivolgiamo un invito concreto:
- Conservate la documentazione: turnazioni, ordini di servizio, messaggi ricevuti, contestazioni disciplinari e segnalazioni già inviate.
- Annotate gli episodi: date, circostanze, persone presenti e conseguenze sul lavoro. Una ricostruzione precisa aiuta a valutare i fatti.
- Non trascurate la salute: se compaiono disturbi, rivolgetevi al medico descrivendo anche le condizioni lavorative e conservate la documentazione sanitaria.
- Contattate il sindacato: una valutazione tempestiva permette di individuare le iniziative appropriate, dalla richiesta di interventi preventivi alla verifica dei presupposti per una tutela legale.
L’obiettivo è ottenere condizioni di lavoro rispettose della persona, intervenire sui rischi e, quando ne ricorrono i presupposti, chiedere il riconoscimento dei danni subiti.
La professionalità di una guardia giurata non si misura dalla quantità di sofferenza che riesce a sopportare in silenzio.
Confintesa Sicurezza Privata invita i lavoratori a fare il primo passo: raccontare la propria situazione e chiedere una valutazione. Per un primo contatto scrivete a segreteria@confintesasp.it, indicando un recapito e una breve descrizione del problema; concorderemo come approfondire e quali documenti esaminare.
Chi garantisce sicurezza ha diritto a lavorare in sicurezza. Anche sul piano psicologico.


