La qualità di un contratto collettivo non dipende dal prestigio delle sigle firmatarie, ma dai salari, dai diritti e dalle tutele che garantisce concretamente ai lavoratori. Il tema, richiamato nell’intervista al Segretario Confederale di Confintesa Francesco Prudenzano, trova un esempio particolarmente significativo nella vigilanza privata e nei servizi fiduciari.
Il caso della vigilanza privata
Il CCNL del settore, sottoscritto dalle principali organizzazioni sindacali, tra cui CGIL, CISL e UIL, e oggetto anche di accordi con UGL, ha previsto trattamenti economici a lungo fortemente contestati. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27711 del 2023, ha ribadito che il giudice può valutare la conformità delle retribuzioni all’articolo 36 della Costituzione anche quando sono previste da un contratto collettivo firmato da organizzazioni rappresentative. La pronuncia riguarda specificamente il trattamento retributivo dei servizi fiduciari: non equivale all’annullamento dell’intero CCNL.
Il commento di Gianluca Mennuti, Segretario Generale di Confintesa Sicurezza Privata
«Un contratto collettivo non diventa un buon contratto perché porta la firma di CGIL, CISL, UIL, UGL o di qualsiasi altra organizzazione sindacale. Diventa un buon contratto quando garantisce stipendi dignitosi, diritti effettivi e condizioni di lavoro adeguate.
La vigilanza privata ne è un esempio palese. Parliamo di lavoratori che svolgono attività delicate, spesso esposti a rischi, aggressioni e responsabilità importanti, senza che la retribuzione, a nostro giudizio, ne valorizzi adeguatamente la professionalità. E per i servizi fiduciari si è arrivati a pronunce della Corte di Cassazione che hanno messo in discussione l’adeguatezza costituzionale dei minimi salariali applicati.
Nonostante i rinnovi e gli aumenti intervenuti, riteniamo che permangano criticità economiche importanti. A cosa serve vantare la firma di un contratto collettivo da parte delle organizzazioni maggiormente rappresentative se i lavoratori devono ricorrere ai tribunali per rivendicare una retribuzione dignitosa?
La rappresentatività deve essere accompagnata dalla responsabilità, e la responsabilità si misura nei risultati ottenuti, non nel numero delle firme. La Costituzione tutela il diritto alla giusta retribuzione, non il prestigio delle sigle sindacali».
La posizione di Confintesa Sicurezza Privata
Confintesa Sicurezza Privata chiede una revisione sostanziale dei trattamenti economici, una maggiore valorizzazione delle guardie particolari giurate e degli operatori dei servizi fiduciari, nonché tutele giuridiche e professionali proporzionate alle responsabilità richieste. Un contratto collettivo si giudica dai diritti che garantisce e dalle condizioni di vita che permette ai lavoratori.
Gianluca Mennuti
Segretario Generale – Confintesa Sicurezza Privata
Guarda l’intervista
Intervista a Francesco Prudenzano, Segretario Confederale di Confintesa, sul valore e sui contenuti dei contratti collettivi.


