La tecnologia è ormai parte integrante dell’organizzazione dei servizi di vigilanza privata. GPS installati sui mezzi aziendali, sistemi di localizzazione e strumenti digitali possono avere finalità legittime di sicurezza e organizzazione del servizio. Ma quando i dati raccolti vengono utilizzati nei confronti di un lavoratore, devono essere rispettati pienamente i suoi diritti.
Il tema emerge con particolare forza dal provvedimento n. 585 del 6 agosto 2026 del Garante per la protezione dei dati personali, relativo a una società operante nel settore della vigilanza privata e al trattamento dei dati di una lavoratrice nell’ambito di una vicenda disciplinare.
Il caso: GPS, contestazione disciplinare e diritto di accesso
La lavoratrice aveva chiesto di accedere ai dati personali che la riguardavano, compresi quelli relativi alla geolocalizzazione del veicolo aziendale e utilizzati nel contesto della contestazione disciplinare. Il Garante ha rilevato criticità sia nel riscontro fornito alla richiesta di accesso sia nelle informazioni rese sul trattamento dei dati di geolocalizzazione.
All’esito dell’istruttoria sono state applicate sanzioni amministrative per complessivi 39.000 euro.
Confintesa: la tecnologia non può funzionare a senso unico
Per Confintesa Sicurezza Privata il principio deve essere chiaro: se un dato raccolto dall’azienda viene utilizzato per contestare il comportamento di un lavoratore, quel lavoratore deve poter conoscere i dati personali che lo riguardano ed esercitare pienamente il proprio diritto di difesa.
Non contestiamo l’utilizzo della tecnologia quando è legittimo, trasparente e realmente finalizzato alla sicurezza e all’organizzazione del servizio. Contestiamo invece qualsiasi utilizzo che rischi di creare uno squilibrio: l’azienda non può servirsi di informazioni digitali contro il dipendente e, contemporaneamente, rendere difficile al lavoratore conoscere e verificare quelle stesse informazioni.
Nel settore della vigilanza privata questo problema assume un peso particolare. Le GPG lavorano quotidianamente con automezzi geolocalizzati, centrali operative, sistemi di registrazione, applicazioni di servizio e altri strumenti capaci di produrre una quantità crescente di dati.
GPS e procedimenti disciplinari: cosa deve controllare il lavoratore
Quando una contestazione disciplinare si fonda, anche solo in parte, su GPS, tracciamenti, registrazioni o altri dati digitali, riteniamo fondamentale verificare immediatamente quali dati siano stati utilizzati, per quali finalità siano stati raccolti, quale informativa sia stata resa e se il lavoratore possa esercitare concretamente il proprio diritto di accesso.
Questo passaggio può essere determinante anche per predisporre una difesa completa nell’ambito della procedura disciplinare prevista dall’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori.
Più tecnologia deve significare anche più garanzie
La digitalizzazione dei servizi di sicurezza continuerà inevitabilmente a crescere. Proprio per questo occorre accompagnarla con regole chiare, trasparenza e tutela effettiva dei lavoratori.
La posizione di Confintesa Sicurezza Privata è netta: innovazione e sicurezza sì, ma mai a discapito del diritto alla privacy, della trasparenza e del diritto di difesa.
Confintesa Sicurezza Privata continuerà a prestare particolare attenzione all’utilizzo di GPS e strumenti digitali nei procedimenti disciplinari del settore, affinché le nuove tecnologie siano strumenti di organizzazione e sicurezza e non diventino strumenti di controllo privi delle necessarie garanzie.


