La riforma della vigilanza privata torna al centro dell’attenzione. Nel corso di un’intervista trasmessa da Rai 3 il 17 ottobre 2026, il senatore Alberto Balboni ha affrontato alcuni aspetti fondamentali del futuro delle guardie particolari giurate: il riconoscimento della loro professionalità, la necessità di distinguere le attività di vigilanza da quelle dei servizi fiduciari e l’introduzione di sanzioni severe nei confronti delle imprese che utilizzano personale non abilitato per svolgere servizi riservati alla vigilanza privata.
Sono temi che riguardano direttamente migliaia di lavoratori e che richiedono una riforma capace di assicurare maggiore chiarezza, professionalità e rispetto delle regole.
Guardie giurate e servizi fiduciari: due attività da non confondere
Uno degli aspetti centrali è la distinzione tra le funzioni delle guardie particolari giurate e quelle degli operatori dei servizi fiduciari.
Le GPG svolgono attività di vigilanza privata soggette a specifiche autorizzazioni, requisiti e responsabilità. Gli operatori fiduciari, invece, sono impiegati in servizi quali portierato, accoglienza, reception e controllo degli accessi, nei limiti delle attività consentite.
La distinzione non può rimanere soltanto formale.
Non è accettabile che attività proprie della vigilanza privata vengano affidate a personale fiduciario per ridurre il costo del lavoro, aggirando i requisiti previsti dalla normativa.
Una simile pratica, quando accertata, altera la concorrenza tra imprese, svaluta la professionalità delle guardie giurate ed espone i lavoratori fiduciari a mansioni e responsabilità che non dovrebbero essere loro attribuite.
Sanzioni severe per chi viola le regole
Il disegno di legge S.902, presentato dal senatore Balboni, contiene una disposizione particolarmente significativa.
L’articolo 2 del testo presentato al Senato prevede il divieto di impiegare operatori di portierato logistico nei servizi di vigilanza.
Per le violazioni vengono proposte multe da 10.000 a 35.000 euro per ciascun operatore, con raddoppio in caso di reiterazione e chiusura dell’attività alla terza reiterazione.
Si tratta di sanzioni previste dal disegno di legge e non ancora entrate in vigore.
Per Confintesa Sicurezza Privata, l’efficacia di queste misure dovrà accompagnarsi a controlli concreti sugli appalti, sulle mansioni effettivamente svolte e sulle responsabilità delle imprese.
La posizione di Confintesa Sicurezza Privata
«La riforma della vigilanza privata rappresenta un passaggio importante per restituire il giusto riconoscimento professionale alle guardie particolari giurate. Ma occorre essere chiari: valorizzare le GPG non significa penalizzare i lavoratori dei servizi fiduciari, che meritano altrettanto rispetto e tutela».
È quanto dichiara Mennuti Gianluca, Segretario Generale di Confintesa Sicurezza Privata.
«Il problema non sono i lavoratori fiduciari, ma quelle imprese che, attraverso un utilizzo improprio delle mansioni, finiscono per sostituire attività di vigilanza con servizi che non possiedono i necessari requisiti. Servono controlli, responsabilità precise e sanzioni realmente efficaci. Non possiamo continuare a consentire che il risparmio sugli appalti prevalga sulla sicurezza, sulla legalità e sulla professionalità».
La riforma non può fermarsi al riconoscimento professionale
Confintesa Sicurezza Privata ritiene che una riforma organica debba affrontare anche le condizioni concrete in cui operano le guardie giurate.
Il riconoscimento della professionalità deve accompagnarsi a una maggiore attenzione alla formazione, alla sicurezza sul lavoro, alla tutela economica, alle responsabilità operative e al contrasto degli appalti basati esclusivamente sul massimo ribasso.
Occorre inoltre assicurare che i lavoratori fiduciari non siano utilizzati impropriamente in servizi per i quali non possiedono le necessarie abilitazioni.
La tutela delle due categorie non è in contrapposizione: entrambe hanno diritto a lavorare in condizioni di legalità, sicurezza e dignità professionale.
Ora servono risultati concreti
Il DDL 902 è ancora all’esame parlamentare. Le disposizioni proposte dovranno quindi completare il proprio percorso legislativo prima di poter diventare legge.
Confintesa Sicurezza Privata continuerà a seguire l’iter della riforma, affinché il confronto parlamentare possa tradursi in norme chiare, controlli efficaci e maggiori garanzie per tutti i lavoratori del settore.
La professionalità non si riconosce soltanto a parole: si tutela con regole, diritti e responsabilità.
CONFINTESA SICUREZZA PRIVATA
La Segreteria Nazionale
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